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Gatti orientali Van Wiebren’s*IT

Vi presentiamo la nostra prima intervista con allevatrice e grande appassionata dei gatti. Ecco a Voi Marina Marazzi, proprietaria dell’allevamento Van Wiebren’s.

Com’è nata la passione per orientali-siamesi?

La mia esperienza felina ha avuto inizio circa trent'anni fa quando sono nata, con una micina trovata nel campo sportivo sotto casa: Briciola. Da allora ho sempre avuto felini vicino a me, erano tutti trovatelli strappati ad una vita di stenti. Fino a che, un bel giorno del Maggio 2005, sono andata alla mia prima Esposizione Felina. Quindi, da semplice spettatrice, mi sono ritrovata proprietaria, follemente innamorata, di Luther, primo maschio Orientale Ebony (nero) del mio futuro allevamento Van Wiebren's. Con lui è iniziata la mia passione per questi gatti. A distanza di alcuni mesi, è arrivata Monnalisa (femmina Orientale ebony) e poi Yentle-Man primo siamese dell'allevamento. Successivamente ai tre capostipiti, la famiglia si è allargata, evoluta, ma di fatto, è grazie a loro se oggi posso andare fiera dei miei mici.

Che cosa li distingue da altri gatti?

Gatto orientale Van Wiebren’s*ITSecondo la mia esperienza pluridecennale in materia felina, i siamesi/orientali, sono gatti completamente diversi da tutti gli altri. Per cominciare, parlano. Infatti sono gli unici mici capaci di modulare più di un centinaio di vocalizzazioni diverse a secondo del loro stato d'animo e di cosa vogliono comunicare. Possono essere addestrati al guinzaglio o al riporto di piccoli oggetti come palline o topolini di pezza. Sono paragonabili ai cani in materia di fedeltà specie verso colui che scelgono come “capobranco”; lo seguono in ogni dove, persino in bagno sotto la doccia e, come se non bastasse, pretendono di salirgli in grembo nei momenti più intimi. Sono dipendenti dal contatto fisico con il padrone in ogni situazione. Questa caratteristica, viene accentuata durante la notte o quando fa più freddo a causa della mancanza di sottopelo, per cui, si scelgono un caldo e comodo posticino a contatto col padrone sotto le coperte. Questa dipendenza fisica non può non rendere questi mici possessivi e gelosi del proprio padrone proprio come i bimbi piccoli lo sono verso la mamma o verso il papà!Se paragoniamo invece, questi gatti ad altri dal punto di vista fisico, anche qui, riscontriamo enormi differenze. Pur essendo gatti medi, sono capaci di divorare tonnellate di pappa al giorno  mantengono però una linea impeccabile, sono infatti molto magri, slanciati, eleganti, con una linea affusolata, hanno corpo lungo e molto muscoloso. La testa è ben proporzionata al corpo, idealmente inserita in un triangolo che parte dal mento e si allarga alla punta delle orecchie. Queste sono enormi, appuntite, molto larghe alla base e ben distanziate fra loro. Il naso è lungo con un profilo il più convesso possibile, non deve essere caratterizzato da stop in nessuna parte della sua lunghezza. Gli occhi sono a mandorla, posizionati obliquamente rispetto alla linea del naso, non devono essere ne dominanti, ne sporgenti o infossati. Le zampe devono essere lunghe e sottili ma nello stesso tempo forti, i piedi sono piccoli e ovali. La coda deve essere molto lunga (se reclinata deve arrivare almeno all'altezza delle scapole), sottile che termini a punta. Il mantello deve essere corto, lucido, compatto, setoso e ben adeso al corpo. I difetti che determinano la “bellezza espositiva” di un esemplare e non la salute del micio sono: nodo alla coda (una vertebra più grossa rispetto alle altre tale da determinare un rigonfiamento), sterno mobile (lo sterno che invece di terminare dritto in linea con il corpo, termina verso l'esterno per cui se si tocca il gatto fra le due zampe anteriori si osserva un dosso più o meno prominente), strabismo.

Quale è la differenza tra un siamese e un orientale?

  Molti amici e non, mi chiedono che differenza c'è fra un gatto Siamese ed un gatto Orientale. Direi nessuna a parte caratteristiche di tipo fisico: il Siamese ha occhi Blu e la tipica colorazione a point (le estremità di coda, zampe e muso più scuri) mentre l'Orientale ha occhi verde smeraldo e il colore del manto è simile al comune micione “da cortile”. Dal punto di vista caratteriale, sono identici. Ovviamente la vera differenza stà nelle piccole sfumature proprie di ogni singolo esemplare Siamese o Orientale che sia.

Gatto siameseCosa vuol dire “Vivere con siamese”?

  Vivere con un siamese/orientale significa quindi non essere mai soli, avere sempre qualcuno addosso, che ti sostiene con sonore fusa o piccole leccatine nei momenti difficili o che ti risponde quando gli parli. Inoltre sono gatti estremamente intelligenti, capaci di aprire una porta, anche la più complessa, aprire armadi anche se ben chiusi, infilarsi nei meandri più piccoli pur di raggiungere il loro obbiettivo o aprire il sacchetto delle patatine se di loro gradimento. Visti così potrebbero sembrare delle piccole pesti, ma se un siamese entra in una casa è per restarci, perchè una volta conosciuti, non si può fare a meno di loro! Si può dire che creano dipendenza... sanno farsi amare e nello stesso tempo amano tanto.Quali sono loro rapporti con altri animali?  Sono mici molto socievoli. Se possibile prediligono il branco dove, ovviamente, l'umano è il capo ma, non disprezzano nemmeno la compagnia di qualche altro micio o cane o altro animale in genere purchè abituato a dovere con idonee procedure di inserimento. Sono mici ideali anche per famiglie con bambini che verranno trattati come cuccioli felini, “accuditi” e se necessario difesi.

Quali cure particolari richiede?

  I siamesi/orientali sono gatti a pelo raso e come già detto prima, senza sotto pelo. Questo significa una toilette molto veloce con un guanto a spazzola a punte corte e smusse, panno di daino e se proprio si vuole, una soluzione lucidante e profumata acquistabile in expo, nei negozi per toelettatura di animali o su internet. La mancanza di sottopelo significa anche uno scarso isolamento termico: soffrono il freddo ma soprattutto temono le correnti d'aria. Orecchie gradi significano particolare attenzione ad dotto uditivo. Particolare attenzione và data anche agli occhi che, spesso, sono infossati e che quindi tendono a sporcarsi di frequente. Purtroppo la lunga selezione ha reso i siamesi/orientali gatti a possibile rischio renale quindi il cibo somministrato và scelto con cura fra le migliori marche che garantiscono bassi dosaggi di sostanze che possono gravare sui reni. Sempre rimanendo in tema di pappa, questi micioni hanno uno strano modo di nutrirsi, tendenzialmente non masticano, anzi, ingeriscono il cibo intero il che, unito alla loro grande voracità, è causa di frequenti episodi di vomito. Questo significa l'acquisto di croccantini con determinate caratteristiche che obblighino il gatto a masticare.

Quale è “la casa ideale” per un gatto orientale?

Gatto siamese  La casa ideale per questi gatti è sicuramente una casa piena di amore e rispetto, con “mamma” e/o “papà” umani presenti, attenti e rispettosi delle loro necessità fisiche e psicologiche. Con un lettone grande e capiente, un pochino di spazio per correre e saltare magari su uno di quei tiragraffi ad “albero” che si possono trovare nei grandi supermercati o su internet. Una casa calda con spifferi controllati, con almeno un posto caldo dove stare come per esempio un calorifero. I giardini sono ben accetti purchè limitati al solo periodo estivo e ben protetti in modo che il gatto non corra nessun  pericolo. Ma soprattutto, cosa primaria ed essenziale, una casa ricca di coccole sempre pronte e a disposizione.Quanti gatti possiede nel suo allevamento?  Attualmente possiedo un maschio orientale e 5 femmine di cui due orientali e tre siamesi. In linea di massima il numero di gatti “attivi” nel mio allevamento rimane questo, spesso però essere allevatori significa mandare alcuni esemplari in “pensione” e questo, per quanto riguarda il mio allevamento, significa sterilizzare i mici a circa due anni di età e quindi affidarli a persone competenti e con determinate caratteristiche precedentemente selezionate.

Cosa significa, secondo te, essere oggi un bravo allevatore?

  Essere allevatore ha i suoi pregi ma purtroppo anche i suoi difetti. I lati positivi sono, ad esempio, poter far nascere una creaturina piccola ed indifesa di 70 grammi, nutrirla, starle vicino, farla crescere e vederla diventare un gatto maturo e capace di cavarsela da solo; oppure vedere realizzarsi il proprio lavoro, i propri sforzi fisici, mentali e economici e magari vedere il proprio gatto su un palco con vicino una coppa e un giudice che ti dice che è un bel esemplare; o ancora ricevere una telefonata dai nuovi proprietari del cucciolo che hai appena ceduto, che ti dicono quanto sono felici del piccolo che fino al giorno prima hai cresciuto con tanto amore. I lati negativi ci sono e sono anche molto difficili da gestire come il cucciolo che nasce morto a causa di qualche malformazione e tu non puoi farci nulla perchè madre natura ha scelto al tuo posto; oppure la mamma che, non si sa per quale motivo, rifiuta i cuccioli che ha appena partorito e tu devi nutrirli ogni 3 ore notte e giorno, farli sporcare e tenerli al caldo con coperte termiche e luci ad infrarossi; corse al pronto soccorso, spavento e relativa spesa economica perchè una gatta stà male causa un infezione del utero. La gente mi chiede chi me lo ha fatto fare, spesso me lo chiedo anche io, poi, quando sento il pigolio del micino appena nato, in salute e forte, oppure quando prendo in braccio un siamese/orientale e sento la pace che mi trasmette, ogni incertezza passa e si risolvono tutti i dubbi.

Quali sono le più grandi soddisfazioni raccolte durante la sua attività di allevatore?

  Quindi, se dovessi dire quali sono le mie soddisfazioni come allevatrice, sicuramente trai miei primi pensieri ci sarebbe far nascere un piccolo peluches, vederlo crescere, vedere la mamma che gli insegna la vita, vederlo apprendere, sbagliare, riprovarci e riuscirci, vederlo farsi un grande gatto capace di dare emozioni e amore a chi ne necessita.

Quali sono i piani per futuro?

La vita quotidiana con un gatto orientale  I miei progetti per il futuro? Proseguire con l'allevamento, prestando particolare attenzione alla salute dei miei gatti, all'educazione e in ultima analisi alle loro caratteristiche fisiche. Non sono un allevatore, come dico io, commerciale, che sforna cucciolate durante tutto l'anno, che non ha nessun risentimento sullo sfruttare le “fattrici” e dove l'unica cosa importante sono i soldi. Io sono un allevatrice amatoriale nel vero senso della parola, le mie gatte, annualmente partoriscono al massimo una volta sotto stretto controllo veterinario e tranne in casi eccezionali, vengono sterilizzate entro il terzo anno di vita e diventano micie da compagnia. Stessa sorte capita agli stalloni. I miei cuccioli sono cresciuti con amore e dedizione. Vengono ceduti dopo il terzo mese di vita solo a persone che se lo meritano e non prima di una idonea intervista.  Posso dire che per i miei gatti nutro una profonda passione e per loro farei di tutto. Loro stanno al primo posto nei miei pensieri, per me loro non sono animali domestici ma compagni di vita e a loro và il mio rispetto e i miei ringraziamenti

 

 

 L’idea dell’intervista che appena avete finito di leggere è nata durante lungo tragitto dalla Lombardia fino a Poznan in Polonia per il WCS. Ho avuto gran piacere condividere lunghe ore di viaggio con Marina, restano per me indimenticabili ore di conversazioni su gatti, esposizioni feline, allevamenti e senso di responsabilità verso nostri piccoli amici. Abbiamo condiviso dorante quel viaggio, a parte del termos del caffe anche molte convinzioni riguardanti gatti. A lei tutti i miei ringraziamenti per tempo concesso al nostro portale e tanti auguri per il futuro.

 

Intervista con Marina Marazzi per Tigri-Domestiche

ha eseguito Td329

 

29-11-2011 Taddeo

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